il Caso Boca Barranca - Marina Romea (RA)
Ciao a tutti, qui parla il presidente, Diego Zanetti, stanco e provato dalla vita moderna. Dato il malessere dovuto al sovraffollamento dell'ultimo anno, nella spiaggia del Boca Barranca a Marina Romea, è opportuno pubblicare due o tre idee per cercare di risolvere o migliorare la difficile situazione surfistica della zona e vedere di discutere una serie di regole in merito, spero condivisibili da tutti. Mi affido alla serietà e maturità di chi leggerà questo post e ad eventuali consigli. Premetto che non verrà considerata nessuna forma di localismo. Ho appena parlato di serietà.
Premessa - Come "lavora" la spiaggia del Boca Barranca
Di norma, questo spot, è caratterizzato da due picchi d'onda principali, che lavorano in condizioni di media/alta marea, più una terza line-up, molto ampia, che si forma in condizioni di bassa marea e di mareggiata consistente (frequenza rara). Per capirci, chiamerò "Picco A" il picco d'onda che si forma nella zona adiacente alla scogliera (argine artificiale destro del fiume lamone). Per capirci è l'onda che rompe al "palo". Con "Picco B" identificherò il picco d'onda che rompe circa di fronte allo stabilimento balneare Boca Barranca. Il terzo picco, che chiamerò "Picco C", quello che si origina al largo, in condizioni particolari di marea bassa e onda alta.
Le due zone che suscitano problemi sono principalmente il Picco A e il B, quindi mi soffermerò su questi primi due.
il Picco A, genera un' onda tendenzialmente ripida e veloce, la cui altezza è amplificata dall'effetto barriera, offerto dalla scogliera adiacente. A dispetto della forma e dimensione, non è un'onda particolarmente potente ma si rivela adatta all'uso di shortboard, funboard e simili. L'onda in questione, è prevalentemente una sinistra. La parete destra è breve e spinge verso gli scogli. Affollatissimo.
il Picco B, è caratterizzato da un'onda simile, meno ripida ma leggermente più potente di quella A. Consente facilmente l'uso di tavole ibride e lonboard. Genera una destra di media lunghezza e una sinistra più lunga e potente.
il Picco C è formato da una destra alta e ripida, una sinistra lunga e potente che tende il 90% dei casi ad abbassarsi mano a mano che si sviluppa verso la riva. Adatto per il Longboard.
NORME DI SICUREZZA
Picco A - il Palo
Trattasi del picco più affollato e sregolato di tutta la spiaggia. Una calca infernale di tavole lunghe, medie corte di tutti i colori. La percentuale di "code" e "maroni" presente in acqua, manda in soluzione alti concentrazioni di testosterone che aumentano aggressività e nervosismo. Ecco perchè io mi batto e mi prodigo per promuovere il surf femminile.
Abbiamo detto che in questo nefasto punto, si genera un' onda prevalentemente sinistra e una corta parete destra.
E' buona norma che chiunque voglia risalire verso la line-up, segua il canale di corrente che costeggia la scogliera laterale. E' altrettanto importante, che chiunque intenda surfare la corta parete destra, abbia il massimo riguardo per chi risale. E' il punto più sicuro per risalire e il più comodo, quindi cercate tutti di rispettare il "canale di uscita". Per tutto il resto cerchiamo di fare valere queste regole:
- Le persone sono più importanti delle onde (se mamma e papà non ve l' hanno insegnato)
- Precedenza a chi viene da destra se l'onda è sinistra. Precedenza a chi viene da sinistra se l'onda è una destra. Dichiarate, a voce, la direzione verso cui volete partire.
- Alternanza sul picco (vale per tutti gli spot), quindi non statevene sempre in precedenza, fate giocare tutti!
- Se proprio volete fare un "doppio", non partite in più di 2 alla volta. Assicuratevi di avere via libera. Ricordatevi che dovete dare la possibilità a chi è appena caduto o ha perso l'onda, di spostarsi. E' vero che sono in mezzo ma ricordate il primo punto. Abbiate pietà per chi è in difficoltà.
- Non lasciate la tavola in caso di caduta. Cercate di tenervela vicino. Le tavole da surf non sono siluri ma se ti arrivano in testa, fanno male!
- Per pretendere rispetto, bisogna saperlo concedere.
- Salutatevi, amatevi e portate una bottiglia di vino. Quelli che vi sembrano antipatici in acqua, potrebbero diventare i vostri migliori amici. Parlo per esperienza personale e non sono l'unico che può affermare questa verità.
- Non esistono differenze geografiche. Siamo tutti surfisti, indipendentemente dalla nostra città di provenienza. Meglio coltivare unità e amicizia, un bel giorno ci tornerà utile per interloquire con la Capitaneria di Porto o qualche altra autorità, magari per avanzare proposte o difendere il diritto alla pratica del surf. Poi una persona può darvi una mano se siete in difficoltà.. Un' onda vi da solo una spinta.
- Lasciate il più possibile via libera a chi sta partendo. Non sostate, in zona di traffico, più del dovuto. Se siete stanchi e state combinando guai, uscite dall'acqua a riposarvi.
- Sei un novizio e non ti senti sicuro in acqua? Non buttarti a tutti i costi sul picco più affollato. Saresti un pericolo per te e per gli altri. Se decidi di farlo, ne hai facoltà, ma ricorda di prestare molta più attenzione. Potrebbe non essere così rilassante. Poi ricorda che non è detto che dove c'è folla ci siano le onde migliori. I surfisti, anche esperti, tendono a comportarsi come i passerotti. Tutti dietro al primo che trova una misera briciola.
- Tu che stai partendo e che sei bravo, non infierire sui poveri inermi principianti in difficoltà. Se sei dotato di corde vocali e di buon senso, come io mi auguro, spendi due paroline per spiegare, con calma e lucidità, due regole a chi ancora non le sa. Ricordati che anche tu agli inizi eri un cane morto, sempre in mezzo ai maroni, convinto di essere un fenomeno.
- Insegnate alle donne questo sport. Di uccelli marini, la valle è già piena, largo alle Wähine
Le stesse regole, applicatele al Picco B e C, con la differenza che non c'è un punto particolare di risalita. Cercate di prendere la via più l'ontana dalla zona di azione delle tavole.
Con questo concludo e attendo suggerimenti e commenti. Spero di essere stato chiaro anche se conoscendomi, nutro seri dubbi. Se trovate errori di battitura è colpa delle mie dita grasse.
Av Salùt!
Diego Zanetti




